The Landless Knight and His Braves Companions

La guerra

Sono passate settimane dalla visita della madre di Tyon, eppure la sua presenza ancora allunga la sua ombra sul suo cuore.

Selvos è la chiave di tutto, un antico tempio di Morkat, patti antichi con le Danzatrici Cremisi che chiedono ai feudatari la prima figlia in cambio di protezione ed infine tra le sue colline i due eserciti di Rethem e Kanday si sfideranno per la loro guerra.

Ed io? Io sono leghe e leghe da casa, ma qui ho scoperto le radici della folle e sanguinaria religione delle Danzatrici che attanaglia la mia famiglia e annebbia la mente di mio zio. Nonostante la distanza gli Dèi mi hanno ancora dato una possibilità di riscattarmi.

Domani ci sarà battaglia, pare che il “Terrore a cavallo” come viene chiamato, Sir Amon sia lontano, e questo da coraggio agli uomini del Barone Taffel per un cambio di strategia e invece di aspettare il nemico ansioso di vendicarsi per le nostre scorrerie sulla costa, lo si va a prendere.

Sir Tyon mio amico e a cui debbo la vita è molto preoccupato, le ultime 24 ore hanno rivelato segreti e fatti futuri che non hanno nulla di buono.
La sua famiglia o almeno la madre, venera le Danzatrici e a loro chiede protezione, motivo per cui la sorella anni fa fu portata via.
La stessa signora di Selvos, ora defunta, avrebbe dovuto fare lo stesso sacrificio ma non ebbe la forza e come spesso accade, pagò con la vita sua e della fanciullina.
Inutile quindi nasconderla e farla allevare dalla servitù.
Il buon Signore di Selvos, convito che questo patto comunque fosse giusto per poter garantire la sicurezza a tutto il feudo oramai vive col suo dolore, alleviato solo dal fatto che la seconda moglie, zia di Tyon, grazie alle sue arti antiche con le erbe gli ha donato ben tre figli maschi.

Invero di maschi io ne riconosco solo due. Il primogenito ha il doppio dei mie anni ma non ha donne, ne figli. Dalle mie parti sarebbe già stato scalzato dal minore. Che pare ben prestante e sufficientemente intelligente, forse è carente di abilità con le armi. Ma almeno è un uomo. L’ultimo il cucciolo mi fa ridere, vuole fare il grande soldato.. ma della guerra non sa nulla. Presto crescerà o morirà come tanti altri.

Stavamo pianificando un’azione segreta e coperti da nebbie magiche per infiltrarci nella rocca dei cavalieri e scoprire cosa cela la porta apribile solo dalla chiave di Hans, quando viene dato l’allarme. Sir Amon, inspiegabilmente è giunto e porta con se un dono. Pianta nel bel mezzo del campo la sua picca con la testa del re di Rethem ben infilzata in cima e con la corona ancora indosso.

Fiero e possente sul suo cavallo colossale, impenna e alza la spada al cielo e la punta in direzione delle armate del Kanday, poi prende il posto nello schieramento.
“E’ cambiata la marea” penso e osservo Tyon. Di colpo i vestiti da villici che dovevano coprire le nostre normali vesti per la nostra missione segreta giacciono ora ai suoi piedi a tratti lacerati. La sua voce tuona “Portatemi la mia armatura e la mia spada. Hans il mio cavallo presto!”
Poi si accorge che lo sto osservando dal basso del tronco su cui mi sono seduto in attesa di partire. “Uthred, non posso ignorare questo! Non è da me fare il ladro che si intrufola di nascosto. Il mio onore e il mio cuore lo esigono, devo restare e combattere su questo campo.”

Storsi la bocca in una smorfia, poi con un cenno del capo, indicai i contendenti “Ora sono in svantaggio. Fossero Orbalins come me, magari ce la farebbero ma ora la vedo dura. Sarò un massacro lo sai?”

I suoi occhi guardarono fisso il nemico o forse la figura oscura di Amon. “Devo combatterlo e forse posso evitare un massacro.”

Sorrisi e mi tirai in piedi ma senza far notare la mia altezza superiore alla sua. “E sia, siamo guerrieri e i guerrieri combattono. Non sia mai che la mia parola venga meno, ho giurato che resterò con te finché non avrò pagato il mio debito e per Sarajin non permetterò che ti prendano a bastonate senza che io possa insegnar loro una lezione che non scorderanno. Prima dovranno abbattere me Uthred Uthredsson! E non glielo renderò facile.”
Appoggiai la mia mano sulla sua spalla. “E poi è un po’ che non meniamo le mani come si deve, mica devo sempre fare tutto io come al faro?”
Tyon mi fissò con sfida “Odio le tue spacconate, ma mi annoierei senza” e sorrise “Queste armi insomma? Vi siete cagati nelle brache!” Urlò senza riferirsi ad alcuno.

Osservai la collina dove i nostri nemici attendevano. Imbracciai il mio scuso e iniziai a controllare le cinghie dell’armatura e delle armi.
“Odio i cavalli” pensai. Sputai per terra e presi la lancia. Soppesai l’arma e in fine mi fissai l’elmo.
“Odio i cavalli”

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ZioHal

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