The Landless Knight and His Braves Companions

Un Nuovo Inizio

Norgara, Contea di Sarkum, 1 Nuzyael 720

Dalle cronache di Lacklif Fir Darrig, Settimo Erede della Casata di Clurican, Maestro della Piuma Rossa.

E così siamo giunti ad un nuovo inizio. Le vecchie ceneri sono state disperse ed i fuochi riaccesi ancora una volta, in un ciclo che continua a ripetersi senza fine.
E’ tempo di danzare, brindare e celebrare l’arrivo della Dama dei Fiori! Apriamo gli scuri affinchè le sale del maniero si riempiano di luce e del profumo della Primavera!

Ancora neve?
Vecchio Morgat, apri il tuo bianco artiglio e libera la terra dalla tua crudele morsa!
Se non fosse per il preciso computo dei giorni da me redatto, sarei certamente convinto di essere ancora in pieno inverno.

Ma non sprechiamo inchiostro prezioso e torniamo alle nostre cronache, un nuovo anno ha avuto inizio e ci sarà molto da scrivere. Presto le eroiche gesta di Sir Tyon Baermont e dei suoi valorosi compagni saranno conosciute in tutto il Kanday, sempre che una morte prematura non stronchi cotal ardore prima che il suo destino sia compiuto.

Torniamo a posare la nostra attenzione sul tranquillo feudo di Norgara. Un’inverno più lungo del dovuto ed una forte nevicata hanno ricoperto i gialli fiori dei gelsomini di una nuova coltre bianca. Nonostante il clima rigido spinga gli abitanti del maniero a rilassarsi presso il focolare, è tempo di mettersi in movimento e prepararsi ad affrontare il nuovo anno.

Lady Norma Baermont sarà ospite del maniero per celebrare il Suo compleanno fra cinque giorni esatti e nemmeno il roccioso Sir Edon è preparato alla visita della cognata, figuriamoci come possa sentirsi il giovane Tyon a dover spendere un’intera giornata o forse più in compagnia di sua Veneratissima Madre.

Dopo aver nutrito l’anima con il Verbo di Larani, la mente con le Rime di Odgev ed il corpo con le Leccornie di Gipp, i nostri eroi si trovano con il resto della famiglia Baermont a discutere sul futuro del feudo. Sarà necessario ingaggiare un maestro della Gilda dei Mugnai per costruire un mulino a vento sulle bianche scogliere, trovare un nuovo fabbro che possa aiutare il povero Ruarc ed un nuovo carpentiere che non voglia includere polene e timoni in ogni nuovo edificio del villaggio.
Ma soprattutto bisogna prepararsi per l’arrivo di Sua Adorabilità Lady Norma Baermont. Serve legna per scaldare la magione e selvaggina per preparare il banchetto, paglia fresca e lenzuola profumate per donare la giusta accoglienza ad una dama del Suo rango.

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Aspettando

Norgara, Contea di Sarkum, 4 Nuzyael 720

Tutto è pronto per accogliere l’atteso ospite.
Uthred, Figlio del Nord, si è occupato di accatastare una gigantesca pila di legna manovrando l’ascia come se dovesse affrontare cento nemici. Il giovane guardiacaccia Harald si è procurato un grosso cinghiale, fagiani e lepri per il banchetto, una dolce occhiata da parte della bella Linda e la solita litigata con lo scorbutico padre di lei, Trevor Quattrodita.
La neve non ha smesso di cadere e della tanto agognata primavera non c’è notizia. Così come non si sa nulla della partenza dell’atteso ospite dalla feudo di Sarkum. Riuscirà ad affrontare le dieci e più lege che separano il borgo portuale dal piccolo villaggio di Norgara? Se le strade saranno percorribili, se il guado di Ygin sarà transitabile, se Lord Egar di Yezena lascerà passare la carrozza sulle strade del feudo e se lupi e briganti rimarranno sulle pendici di Monte Gemal, allora la famiglia Baermont potrà celebrare il cinquantaduesimo compleanno di Lady Norma unito come non mai negli ultimi venti anni.

Sembra che le belle notizie non vengano mai da sole, almeno questo è ciò che sostiene Torfol Jagsen, mastro cordaio di Yezena. E’ giunto in tarda serata per trovare suo fratello Maern alla tenuta di Forra Lunga e per portare a Sir Edon la notizia dell’arrivo al castello di Yezena di Lady Norma Baermont, scortata per l’occasione dalla spada che ferì a morte Re Puril di Rethem quando io ancora mi succhiavo il pollicione in grembo alla mia amata genitrice.

Vi chiederete cosa porta il Conte Ranald Milaka ad andare a spasso con ancora tutta questa neve?
Sappiate che anche a casa Baermont si stanno ponendo la stessa domanda.

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Cervo per Tutti

Norgara, Contea di Sarkum, 5 Nuzyael 720

Il cinghiale non basta, dov’è mio nipote? Tyon trovami un cervo, dobbiamo fare bella figura con il Conte!
Harald, vai con lui e portati dietro anche quel musone di Uthred.
E tu Odger smettila di cantare, anche se all’orizzonte vedo solo tempesta, non vuol dire che siamo sul ponte del tuo stramaledetto Gabbiano Grigio.

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La guerra

Sono passate settimane dalla visita della madre di Tyon, eppure la sua presenza ancora allunga la sua ombra sul suo cuore.

Selvos è la chiave di tutto, un antico tempio di Morkat, patti antichi con le Danzatrici Cremisi che chiedono ai feudatari la prima figlia in cambio di protezione ed infine tra le sue colline i due eserciti di Rethem e Kanday si sfideranno per la loro guerra.

Ed io? Io sono leghe e leghe da casa, ma qui ho scoperto le radici della folle e sanguinaria religione delle Danzatrici che attanaglia la mia famiglia e annebbia la mente di mio zio. Nonostante la distanza gli Dèi mi hanno ancora dato una possibilità di riscattarmi.

Domani ci sarà battaglia, pare che il “Terrore a cavallo” come viene chiamato, Sir Amon sia lontano, e questo da coraggio agli uomini del Barone Taffel per un cambio di strategia e invece di aspettare il nemico ansioso di vendicarsi per le nostre scorrerie sulla costa, lo si va a prendere.

Sir Tyon mio amico e a cui debbo la vita è molto preoccupato, le ultime 24 ore hanno rivelato segreti e fatti futuri che non hanno nulla di buono.
La sua famiglia o almeno la madre, venera le Danzatrici e a loro chiede protezione, motivo per cui la sorella anni fa fu portata via.
La stessa signora di Selvos, ora defunta, avrebbe dovuto fare lo stesso sacrificio ma non ebbe la forza e come spesso accade, pagò con la vita sua e della fanciullina.
Inutile quindi nasconderla e farla allevare dalla servitù.
Il buon Signore di Selvos, convito che questo patto comunque fosse giusto per poter garantire la sicurezza a tutto il feudo oramai vive col suo dolore, alleviato solo dal fatto che la seconda moglie, zia di Tyon, grazie alle sue arti antiche con le erbe gli ha donato ben tre figli maschi.

Invero di maschi io ne riconosco solo due. Il primogenito ha il doppio dei mie anni ma non ha donne, ne figli. Dalle mie parti sarebbe già stato scalzato dal minore. Che pare ben prestante e sufficientemente intelligente, forse è carente di abilità con le armi. Ma almeno è un uomo. L’ultimo il cucciolo mi fa ridere, vuole fare il grande soldato.. ma della guerra non sa nulla. Presto crescerà o morirà come tanti altri.

Stavamo pianificando un’azione segreta e coperti da nebbie magiche per infiltrarci nella rocca dei cavalieri e scoprire cosa cela la porta apribile solo dalla chiave di Hans, quando viene dato l’allarme. Sir Amon, inspiegabilmente è giunto e porta con se un dono. Pianta nel bel mezzo del campo la sua picca con la testa del re di Rethem ben infilzata in cima e con la corona ancora indosso.

Fiero e possente sul suo cavallo colossale, impenna e alza la spada al cielo e la punta in direzione delle armate del Kanday, poi prende il posto nello schieramento.
“E’ cambiata la marea” penso e osservo Tyon. Di colpo i vestiti da villici che dovevano coprire le nostre normali vesti per la nostra missione segreta giacciono ora ai suoi piedi a tratti lacerati. La sua voce tuona “Portatemi la mia armatura e la mia spada. Hans il mio cavallo presto!”
Poi si accorge che lo sto osservando dal basso del tronco su cui mi sono seduto in attesa di partire. “Uthred, non posso ignorare questo! Non è da me fare il ladro che si intrufola di nascosto. Il mio onore e il mio cuore lo esigono, devo restare e combattere su questo campo.”

Storsi la bocca in una smorfia, poi con un cenno del capo, indicai i contendenti “Ora sono in svantaggio. Fossero Orbalins come me, magari ce la farebbero ma ora la vedo dura. Sarò un massacro lo sai?”

I suoi occhi guardarono fisso il nemico o forse la figura oscura di Amon. “Devo combatterlo e forse posso evitare un massacro.”

Sorrisi e mi tirai in piedi ma senza far notare la mia altezza superiore alla sua. “E sia, siamo guerrieri e i guerrieri combattono. Non sia mai che la mia parola venga meno, ho giurato che resterò con te finché non avrò pagato il mio debito e per Sarajin non permetterò che ti prendano a bastonate senza che io possa insegnar loro una lezione che non scorderanno. Prima dovranno abbattere me Uthred Uthredsson! E non glielo renderò facile.”
Appoggiai la mia mano sulla sua spalla. “E poi è un po’ che non meniamo le mani come si deve, mica devo sempre fare tutto io come al faro?”
Tyon mi fissò con sfida “Odio le tue spacconate, ma mi annoierei senza” e sorrise “Queste armi insomma? Vi siete cagati nelle brache!” Urlò senza riferirsi ad alcuno.

Osservai la collina dove i nostri nemici attendevano. Imbracciai il mio scuso e iniziai a controllare le cinghie dell’armatura e delle armi.
“Odio i cavalli” pensai. Sputai per terra e presi la lancia. Soppesai l’arma e in fine mi fissai l’elmo.
“Odio i cavalli”

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